un corpo, un grave
per non ridereArchivio per Aprile 12, 2008
stanco
in questo periodo non mi alleno con costanza e ne risento notevolmente la mattina dopo. devo dire però che il clima è sempre piacevole. l’imperatore con me è sempre clemente, sa che c’è la scuola e che non può pretendere che io metta la “pallanoto” [a. muntean] in cima alle mie priorità. soprattutto quando negli impegni si infila anche la ragazza. a proposito, secondo voi è giusto finire una storia per un’amica?
non lo so proprio. procederò logicamente:
nei rapporti umani conta molto spesso la durata, basti pensare che quando si incontra un vecchio amico (il concetto di vecchio per noi potrebbe essere un compagno delle elementari) lo si tratta con riverenza, e non ricordando eventuali dissapori, per ovvie ragioni di tempo, si è anche abbastanza felici di rivederlo. a maggior ragione se la persona in questione la si conosce da un ragionevole numero di anni, e con lei si trascorre metà della giornata, metà della vita, non dovrebbe questa essere più importante di una persona che si conosce da due mesi?
e il fattore emotivo? dove lo mettiamo? i sentimenti?
ad ogni modo sento che non sto facendo quello che dovrei fare, pur non sapendo cosa fare – è difficile c’ho messo un po’ anch’io a scriverla -.
ma dal momento che fare niente è comunque sbagliato, per questa volta scelgo di andare oltre. forse erroneamente, o forse a ragione. ai posteri l’ardua sentenza.
PS
il post scriptum sarà dedicato ogni volta ad un aforisma caniano (neologisticamente tratto da canè)
“laddove (A), allora (B)” [g.carletto] – schema riassuntivo della nota congettura carlettiana -